STOP! IT’S RAW!

Sono stato recentemente contattato da Sleeklens, una compagnia Danese che produce e vende dei pacchetti di workflow con preset e pennelli per Lightroom e Photoshop.

Mi hanno chiesto di provare il loro workflow per Lightroom “Forever Thine Wedding Workflow”, che contiene 112 Presets e 23 pennelli.

Detta così, per i neofiti della fotografia, con tutti questi paroloni in inglese si fa fatica a seguirmi e, considerato che vorrei cercare di informare quante più persone possibile, dal professionista all’amatore, passando per il curioso, approfitto dell’occasione offertami da Sleeklens per fare un discorso più ampio e partire dalla pellicola, dal negativo, dal suo sviluppo fino ad arrivare alla foto digitale e al suo di sviluppo, sfatando il detto e luogo comune di alcuni appassionati secondo cui “quando si scattava con la pellicola non esisteva la post-produzione”.

In realtà bisognerebbe che tutti sapessero che la fotografia a pellicola, oggi detta anche analogica, subisce ben due post-produzioni e che, in base al procedimento dell’una o dell’altra manipolazione, i risultati finali dell’immagine cambiano notevolmente. Parlo del processo di Sviluppo del negativo e della Stampa.

La fase di Sviluppo del Negativo, infatti, avveniva (e continua ad avvenire per chi oggi usa la pellicola) seguendo un particolare schema di lavoro che interessa: i liquidi per lo sviluppo, la soluzione da preparare ad una determinata temperatura e il tempo che bisogna impiegare nell’agitare la tank (il contenitore) che racchiude la pellicola e la soluzione per lo sviluppo. Il solo variare di uno di questi elementi cambiava e cambia il risultato finale dell’immagine impressa sul negativo.

Lo stesso avveniva e avviene per la Stampa, momento in cui si ha la possibilità di sbizzarrirsi ancora di più con l’utilizzo di Maschere o filtri di contrasto (termini che ritroviamo ancora oggi nelle funzioni dei programmi di foto ritocco). Qualche tempo fa l’Agenzia fotografica Magnum, che non ha bisogno di presentazioni, ha pubblicato delle foto di archivio in cui è possibile vedere le varie annotazioni di modifica che lo stampatore riportava sul provino della foto così da manipolarla per dare il giusto equilibrio all’immagine. Eccone un esempio.

Test Lightroom presets

Questa premessa doverosa è per sottolineare che la modifica di una immagine, la così detta post-produzione, da quando esiste la fotografia, sia analogica sia digitale, è sempre esistita.

Lo sviluppo del negativo analogico e la sua stampa era ed è una manipolazione artigianale riservata a pochi il cui procedimento necessita di una camera oscura (Darkroom) e nella maggior parte dei casi, chi scatta con macchine a pellicola non ha la consapevolezza di come sia sviluppata e stampata la propria immagine, perché ci si affida ad terzi.

Con l’avvento del digitale, il processo di sviluppo del negativo non scompare perché esiste un negativo digitale: il file Raw.

Verrebbe da chiedersi, come prima cosa, perché ancora oggi nell’era del Bitcoin il Raw è definito Negativo così come lo è per la pellicola? Un po’ per nostalgia direi, ma anche perché, come col negativo analogico, il file Raw offre a chi lo sviluppa una serie di vantaggi tali da evitare il deterioramento dell’immagine al momento della sua manipolazione. (Diversamente da ciò che accade quando si modifica un file *.jpeg che è il file immagine più diffuso e comune a tutti – il *.jpeg è un file positivo….una “diapositiva”, per gli appassionati).

Lo sviluppo del file Raw avviene in camera chiara (Lightroom) ovvero attraverso appositi software per computer il cui utilizzo, a differenza della fotografia analogica, è alla portata di tutti. La questione reale è la competenza per lo sviluppo del file Raw, che potrebbe non essere alla portata di tutti.

Un programma per lo sviluppo del Raw, ad esempio è Capture One, la versione 11 offre anche la possibilità di scrivere direttamente sulla foto gli appunti della post-produzione da fare.

Test Lightroom presets

Il Software più diffuso per lo sviluppo del Raw è prodotto da Adobe e si chiama Lightroom.

Questa è la schermata di Lightroom dedicata allo sviluppo del Raw. In basso sono presenti le miniature delle foto caricate sul programma a Sinistra, invece, la barra dei Preset.

Test Lightroom presets

I preset non sono altro che delle impostazioni predefinite i cui effetti visivi, una volta applicati sulla foto, mirano a modificare i parametri tecnici della stessa come: l’esposizione, il contrasto, il bilanciamento del bianco, la tonalità, la saturazione, la dominante colore, ecc… parametri, questi, che si trovano nella parte destra della schermata di sviluppo di Lightroom.

I preset possono essere creati da zero dal fotografo o acquistati da altre aziende come Sleeklens.com. L’utilizzo dei preset sicuramente facilita e velocizza il workflow, il flusso di lavoro, per il fotografo o per chi sviluppa il Raw.

Ecco alcuni esempi di utilizzo dei Preset “Forever Thine Wedding Workflow” di Sleeklens.

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I preset della Sleeklens, come qualsiasi altro preset acquistato da altre compagnie del genere, non garantiscono la certezza di un corretto sviluppo del file raw, né tanto meno una corretta interpretazione artistica della foto. Una volta applicato il preset, quasi sicuramente è necessario modificarlo per adattarlo alle proprie esigenze, al proprio stile e alla foto stessa. Dalla mia esperienza posso dire che nessun preset di default è adatto a tutte le foto.

Sicuramente chi conosce molto bene Lightroom non ha necessità di partire dalla scelta di un preset già esistente, modificarlo, per poi arrivare allo sviluppo della propria immagine; tuttavia chi invece ha una ridotta dimestichezza col programma, o anche chi ha esperienza ma non vuole partire da zero nella costruzione di un proprio predefinito, può optare per l’utilizzo di preset già confezionati, come quelli promossi dalla Sleeklens, essendo consapevole del fatto che comunque è necessario agire sul menu dei parametri tecnici per ottenere uno sviluppo corretto, sia esso creativo (ad esempio con dominanti colore particolari) o meno.

Per concludere, vale la pena spendere 25 euro e acquistare dei preset già fatti? personalmente non sono molto avvezzo all’utilizzo di correzioni preimpostate, tuttavia perché privarsi di un buon punto di partenza considerato il costo davvero esiguo?

Preciso che:
Sleeklens.com mi ha contattato per inviarmi il “Forever Thine Wedding Worflow” gratis in cambio di una opinione onesta e di evidenziare:

un link al workflow https://sleeklens.com/product/wedding-lightroom-presets/;

– un link ai loro servizi di editing professionale https://sleeklens.com/product/professional-photo-editing-service/

– un link ai preset di Lightroom https://sleeklens.com/product-category/lightroom-presets/

un link alla loro bacheca su Pinterest https://www.pinterest.com/sleeklens/lightroom-presets/.

Non ho nessun interesse diretto nel loro sito, non sono stato pagato per questo articolo e non sono parte del loro schema di affiliazione. Si tratta semplicemente della mia opinione sul prodotto in base al mio flusso di lavoro e sviluppo del file raw.